Cos'è la blastocisti

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Il primo Centro a Roma specializzato nel transfer di blastocisti+PGD

La Blasto FIVET ICSI con o senza PGD (quest'ultima solo se indicata sul piano scientifico) praticata a Roma dal Gruppo Donnamed consiste nella fecondazione "in provetta" (in vitro), al di fuori del corpo della donna e nel transfer elettivo di embrioni al 5° giorno di sviluppo, allo stadio di blastocisti. Si utilizzano 2 tecniche: la ICSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi) e la FIVET (fecondazione in vitro con embryo transfer). In caso di PGD, la sola tecnica utilizzabile è la ICSI.

Le fasi della ICSI e della FIVET sono inizialmente simili e comportano:

  • lo sviluppo di follicoli ovarici, naturale o ottenuta con farmaci;
  • il prelievo delle uova tramite un piccolo intervento chirurgico di ago-aspirazione dei follicoli per via vaginale sotto guida ecografica (pick up ovocitario);
  • la fecondazione delle uova in laboratorio;
  • la crescita in laboratorio degli embrioni;
  • il trasferimento embrionario (embryo-transfer) nell’utero tramite un sottile tubicino sterile (catetere).

La ICSI e la FIVET differiscono sostanzialmente nella parte di laboratorio relativa alla fecondazione delle uova:

  1. nella FIVET la fecondazione avviene “in provetta” ma spontaneamente, con il semplice contatto degli spermatozoi con le uova;
  2. nella ICSI la fecondazione avviene "in provetta", ma il biologo micro-inietta lo spermatozoo all'interno dell'ovocita tramite una piccolissima pipetta.

Quando le condizioni maschili e femminili lo consentono, è preferibile l’utilizzo della FIVET, al posto della ICSI, se le condizioni maschili e femminili lo consentono. Infatti, nella FIVET lo spermatozoo che penetra l’uovo lo fa dopo un processo di auto-selezione naturale e solo il migliore riesce a superare le cellule che circondano l'uovo quando, in natura, avviene la fecondazione. Nella ICSI, invece, il processo di auto-selezione naturale dello spermatozoo salta completamente; è infatti il biologo che sceglie, su criteri morfologici (la forma degli spermatozoi), lo spermatozoo da iniettare nell'ovocita.

Un ciclo di ICSI o di FIVET dura circa 2 settimane. 

Transfer al giorno 3 o blastocisti ?

In natura, l’embrione si forma nella parte più esterna della tuba, vicino all’ovaio, e trascorre 5 giorni all’interno della tuba prima di arrivare nell’utero dove giunge per impiantarsi allo stadio di blastocisti al 5°-6° giorno di sviluppo.

Soltanto gli embrioni migliori, destinati a nascere, riescono a sopravvivere 5 giorni nella tuba; questi 5 giorni sono infatti un processo di auto-selezione previsto dalla natura, che consente solo ai migliori embrioni di arrivare nell’utero ed impiantarsi evitando che embrioni difettosi vadano avanti, e limitando pertanto la nascita di bambini malformati.

  1. Nella FIVET ICSI standard, praticata in praticamente tutti i laboratori italiani, gli embrioni vengono trasferiti al 2° oppure 3° giorno di sviluppo, quando ancora il processo di auto-selezione naturale degli embrioni migliori non è ultimato. Pertanto, vengono immessi artificialmente nell’utero embrioni che la natura spesso non ha previsto che ci arrivino, a volte con gravi anomalie sul piano genetico-cromosomico. E’ per questa ragione che nella ICSI o FIVET standard occorre trasferire in genere almeno 2-4 embrioni per garantire apprezzabili risultati in termini di gravidanza: si impianteranno quasi sempre gli embrioni geneticamente sani mentre gli altri non impianteranno e si perderanno. Il trasferimento di 2-4 embrioni, tuttavia, comporta un elevato rischio di gemellarità, nell’ordine del 20%. La gemellarità è un’eventualità che la natura limita ad 1 caso su 80 circa, proprio perché è fonte di possibili complicanze sia materne che neonatali, con elevata incidenza di prematurità. Purtroppo, la ICSI o FIVET standard aumentano di 16 volte il rischio di gemellarità con conseguente aumento delle complicanze materno-fetali;
  2. Nella blasto FIVET ICSI, consigliata dal Gruppo Donnamed in modo elettivo (cioè sempre), la coltura embrionaria viene prolungata fino al giorno 5-6 e l'embrione trasferito allo stadio di blastocisti.

Tuba embrione

 

 

 

Nel nostro Centro, infatti, trasferiamo preferibilmente gli embrioni allo stadio di blastocisti per cui, diversamente da quanto avviene nei comuni centri di fecondazione italiani, operiamo esattamente come avviene in natura.

blastocisti

Gli embrioni che risultano da questo processo sono i migliori, e spesso può esserne trasferito uno solo minimizzando il rischio di gemellarità e pertanto di complicanze legate alla gemellarità senza compromettere in nessun modo il tasso di gravidanza.

Trasferire gli embrioni allo stadio di blastocisti consente di:

  1. trasferire solo gli embrioni che hanno già passato, esattamente come avviene in natura, un processo di auto-selezione naturale di 5 giorni;
  2. aumentare il tasso di impianto, perché l’embrione al 5° giorno di sviluppo ha già tutte le strutture che servono all’impianto, diversamente dall’embrione al 2°-3° giorno di sviluppo;
  3. poter trasferire meno embrioni, e addirittura uno solo, soprattutto se la donna è giovane;
  4. di conseguenza, ridurre al minimo il tasso di gemellarità, causa di problemi per la madre e per il neonato nella fecondazione in vitro.

Per poter crescere gli embrioni fino al 5° giorno di sviluppo occorre una tecnologia avanzatissima, che riproduca in laboratorio le condizioni che ci sono all’interno della tuba.

La tecnologia della FIVET ICSI standard non lo consente. Occorre di più, cioè un metodo completo di lavoro, messo a punto dai ricercatori australiani del Centro IVF Genea, di Sidney; il Gruppo Donnamed ha scelto proprio questa tecnologia per attrezzare il suo nuovo Centro a Nuova Villa Claudia. 

Trasferire un solo embrione

La ICSI e la FIVET sono trattamenti sicuri per il feto ed il neonato, a patto che si eviti la gemellarità. La gemellarità è causa delle prematurità e dei gravi problemi di salute del neonato che si osservano nella fecondazione in provetta, così come in natura.

Per ridurre al minimo la gemellarità, occorre trasferire un singolo embrione.

La nostra tecnologia ci consente di effettuare in molti casi quello che viene definito il Single Blastocyst Transfer (SBT), cioè il trasferimento di un singolo embrione al 5°-6° giorno di sviluppo, una metodica che permette un alto tasso di gravidanza cumulativo per ogni ciclo di stimolazione e una minimizzazione del tasso di gemellarità.

Questo avviene senza ridurre il tasso di gravidanza, anzi è stato ampiamente dimostrato che il tasso di gravidanza con questa metodica è più elevato.

Le blastocisti non trasferite vengono congelate (tramite vitrificazione), per eventuali tentativi futuri, e in caso di fallimento del primo ciclo, trasferite su ciclo spontaneo, cioè in un utero che non è stato perturbato dalla stimolazione ormonale, metodica che consente tassi di successo fino al 60% per tentativo.

Vitrificazione embrionaria

Le blastocisti non trasferite subito vengono congelate mediante la vitrificazione, un processo di congelamento ultrarapido, che consente tassi di sopravvivenza degli embrioni allo scongelamento prossimi al 100% e tassi di gravidanza simili al trasferimento di embrioni freschi.